Tenera e puttana

Stringi
tra le mani tue sottili la mia essenza
mordi il mio respiro
con la vacuità dei tuoi sensi mercenari
lecchi dalle mie labbra la saliva
facendola tua
così come si fa con le parole
quando diventa intenso
ciò che vuol rubare la lingua
le tue mani
che scorrono
incuranti del mio volere
sfiorano l’orlo della ragione
germinando odori
invadendomi le narici
di rugiada e fiori
nell’orgasmo affannato dei miei occhi
seviziati dalla tua pelle d’ambra
bocche in attesa
nell’affollamento dei desideri
palpiti opposti
di forza e tenerezza
e pensieri
congiunti a fiati
che fanno traboccare i sensi
e i tuoi capelli
come briglie
mentre ti prendo
come il tuono
prende la natura
e divento fiume
dentro al tuo corpo
e tu terra riarsa
che questo fiume
non bagna mai abbastanza.
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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AlexMen6 agosto 2012
Il titolo lascia un po' perplessi, ma poi la poesia è un susseguirsi di emozioni contrapposte, ben scritte e che lasciano godere di emozioni provate dall'autore. Per certi aspetti, è un po' come fare i guardoni ed essere li con te da quanto ben hai espresso le tue sensaazioni. Bella e affascinante anche la scelta del sottofondo musicale.

