All'indietro

E ancora mi volto
ad abbracciare il mio difetto corrotto
tracciato sulle pareti vuote
di una scia che non ha tempo
di desideri persi
che volteggiano dietro al mio presente
ancora mi volto
a sniffare la ruggine della tua mancanza
a stringere i nodi delle mie confessioni
ormeggiate sulla riva instabile della mia ragione
mi volto
scalzando il vento
che mi corre tra le rughe
tra voci di dolori di costole affrante
in parole ingoiate da fiati rappresi
con le mie mani vuote
mai sazie
bagnate di fumo
appoggiandomi a un muro di nebbia
in un viale senza luce
mi volto
a guardare quell’infinito
ormai riserva
di palpiti raffermi e muffe di sospiri
quell’infinito
che fu terra di sogni.
©
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L'autore
Turan
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