Per ignaro
Quanti sentimenti dovrò scialacquare,
nell'insolvenza della tua mestizia?
Quante emozioni, rilegate in arte,
debbono, avvezze all'ego, soggiacere?
Non mi scompongo per venirti incontro
saldo, incrollabile, resto a baluardo,
prode guerriero senza la sua guerra,
arcigno e fiero nel mio ordito sto.
A paragone tu non ti puoi porre,
cadresti vittima dell'ipocrisia
e chissà quante volte sei caduto,
mentre irridevi della mia poesia.
Fatti di lato, ribollir meschino,
chinati al volger delle mie parole,
prova a sentirne musiche di dentro,
ritmi tribali, pulsazioni a pelle.
Senti il frinir del verbo come vibra,
fibrillazioni al cuore ti conduca.
Possan le ali delle mie cicale,
farsi fardello del tuo peso inerte,
per trasportarti verso l'altra sponda,
da cui venisti ignaro, un mesto giorno.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
