Alla ricerca del principe perduto
L Falchero
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“l’esercito è pronto, mio signore “
dissero i generali al gran sovrano
“combatteremo con forza e con onore
contro chiunque osi alzare la sua mano
contro chi ha rapito il vostro erede
e nelle segrete lo tiene incatenato
o contro chi, seppure in buona fede,
lo nasconde perché lui l’ha domandato
metteremo a ferro e a fuoco ogni regione
staneremo i nemici d’ogni dove
fino a quando troverem quella prigione
foss’anche sull’Olimpo, anche da Giove “
Cala il silenzio nell’immensa sala
e il re guarda oltre le mura verso il cielo
mentre leggera come un batter d’ala
s’avvicina la sua sposa con un cero
“Trattieni queste armate, mio consorte”
implora piangendo la regina
“ porteran devastazione e morte
e di nostro figlio soltanto la rovina.
Non è con la forza e la battaglia
che ricondurremo il principe al castello
ma con l’attesa paziente sulla soglia
ch’egli ritorni dal mar col suo vascello
Potremmo mandare altri ambasciatori
altre pergamene scritte di mio pugno
sperando che la via infin ritrovi
e riaverlo con noi non resti un sogno”
Pone il cero con la sua calda fiamma
sopra un tavolo massiccio e scrive
con la dolcezza ch’è propria d’una mamma
cento pergamene ancor, cento missive
Il re non batte un ciglio, non si muove
respira a fondo e valuta il da farsi
per superar la più ardua delle prove
e verso la giusta decisione indirizzarsi.
“che si posino spade affilate e pergamene
che si taccia fragor d’armi e di parole
sarà il principe stesso a scinder le catene
se conserva il nostro regno dentro al cuore
se non sarà in grado di vincere se stesso
le sue incertezze o i suoi carcerieri
oppure ama un’altra terra adesso
altre genti, altri campi, altri sentieri
ch’egli rimanga li dove si trova
non attenderem per anni il suo ritorno
ch’io son vecchio e stanco e non mi giova
penar dall’alba sino al calar del giorno
che si proclami dunque a primavera
una giostra di cavalieri per il trono
ed io stesso darò all’anima più fiera
lo scettro e la mia patria in dono
che regni infine sopra il mio paese
chi lo sa amare d’amor saldo e palese!”
©
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L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (1)
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Azar Rudif10 agosto 2012
Quando i re erano saggi... Molto piacevole da leggere seguendo il ritmo della musica di sottofondo

