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Fiabe 10 agosto 2012 · lettura 3 min · 2820 letture

Alla ricerca del principe perduto

L Falchero 391 poesie pubblicate
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“l’esercito è pronto, mio signore “ dissero i generali al gran sovrano “combatteremo con forza e con onore contro chiunque osi alzare la sua mano contro chi ha rapito il vostro erede e nelle segrete lo tiene incatenato o contro chi, seppure in buona fede, lo nasconde perché lui l’ha domandato metteremo a ferro e a fuoco ogni regione staneremo i nemici d’ogni dove fino a quando troverem quella prigione foss’anche sull’Olimpo, anche da Giove “ Cala il silenzio nell’immensa sala e il re guarda oltre le mura verso il cielo mentre leggera come un batter d’ala s’avvicina la sua sposa con un cero “Trattieni queste armate, mio consorte” implora piangendo la regina “ porteran devastazione e morte e di nostro figlio soltanto la rovina. Non è con la forza e la battaglia che ricondurremo il principe al castello ma con l’attesa paziente sulla soglia ch’egli ritorni dal mar col suo vascello Potremmo mandare altri ambasciatori altre pergamene scritte di mio pugno sperando che la via infin ritrovi e riaverlo con noi non resti un sogno” Pone il cero con la sua calda fiamma sopra un tavolo massiccio e scrive con la dolcezza ch’è propria d’una mamma cento pergamene ancor, cento missive Il re non batte un ciglio, non si muove respira a fondo e valuta il da farsi per superar la più ardua delle prove e verso la giusta decisione indirizzarsi. “che si posino spade affilate e pergamene che si taccia fragor d’armi e di parole sarà il principe stesso a scinder le catene se conserva il nostro regno dentro al cuore se non sarà in grado di vincere se stesso le sue incertezze o i suoi carcerieri oppure ama un’altra terra adesso altre genti, altri campi, altri sentieri ch’egli rimanga li dove si trova non attenderem per anni il suo ritorno ch’io son vecchio e stanco e non mi giova penar dall’alba sino al calar del giorno che si proclami dunque a primavera una giostra di cavalieri per il trono ed io stesso darò all’anima più fiera lo scettro e la mia patria in dono che regni infine sopra il mio paese chi lo sa amare d’amor saldo e palese!”
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conflitti interiori, tra rabbia, delusione, insicurezza, fiducia, affetto e comprensione... e, infine, l'ascolto di quella parte di noi: il nostro "re" che cerca di trovare una via di saggezza.

L'autore
L Falchero

Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso

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Commenti (1)

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Azar Rudif10 agosto 2012

Quando i re erano saggi... Molto piacevole da leggere seguendo il ritmo della musica di sottofondo