Di me che non so
Sotto il peso dei miei anni
scavo con le dita
tra giorni passati
ricomponendo le parole mancate
di quest’anima roca che mi porto dentro
E se non so sognare
- a chi importa -
la menta resta limpida
nella foschia di quel che ho sussurrato
mentre sempre più lontane
apparivano quelle spalle
che sembravano voler raccogliere
le mie mani intorpidite
- solo per gioco –
Dalla mia bocca vuota
il fiato è l’unico
sapore antico
e negli occhi bianchi
restano l’indolenza
di un grido soffocato dal timore
di non saper dire
- ho paura -
Ora resto qui
in attesa di una risposta
che mi insegni a perdere
senza abbassare il capo
©
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L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
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