Legni nel mare
Alfredo Mercutello
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Come un'onda violenta m'arrivi
con te prima il flusso del moto
a spegnere tremanti gli accesi lumini
ragione d'assenza d'ogni aria sottile
tronchi respiri che irradiano sgomenti
in ogni affanno di tardiva coscienza
e ribalti fiera i lignei ancoraggi
come fossero esili steli di paglia
addensando sospiri nell'umido grido
priva dell'uomo rimordi racconti ribelli
che tanto d'enorme t'han tolto
vaghi nei pochi granelli dell'ultimo sguardo.
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Commenti (1)
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Aldo Bilato13 agosto 2012
l'ultima strofa non l'ho capita: o meglio... avevo inteso che le terzine precedenti narrassero d'un amore dove la figura femminile arriva a sconvolgere e a rivoltare come un calzino la vita ancorata alle certezze presunte o rassegnate di chi narra: poi... l'ultimo sguardo, la negazione/privazione dell'uomo e non capisco se di "quell'uomo" o... * insomma: la poesia m'è piaciuta molto, perchè ha un gran bel ritmo e musicalità da vendere... anche le metafore mi sembrano validissime e il testo ben strutturato... * mi scuso se ho "ciccato" il finale... cmnq complimenti!

