Il Bosco
Sono tra passato e futuro
mura romane, antenne elettriche,
ponti metallici e un eremo medievale
E alberi, cespugli, anfratti
fiori e rovi di more
Sentieri battuti da chissà
quanti in cerca di perdere peso...
ah! Il footing!
Segnali rossi e verdi su alberi e sassi
per chissà
quale spericolato ciclista!
Poi i passi lenti di quelli
come me
convinti di essere i soli a respirare
i soli a vedere
e i soli ad ascoltare il bosco.
Sono in cerca di un ramo spezzato
Abbastanza robusto
per farmi da caccia- serpenti
(retaggio da coccinella- scout)
e da apripista
abbandono il sentiero grande
al bivio del sasso grigio
cerco la strada della “pentima”
vista superba e batticuore
qui non sento il via vai
di automobili sulla strada
sotto di me una verticale di roccia
e laggiù il lago
respiro
il caldo si fa sentire anche qui
voglio continuare,
appiattita alla roccia cammino
attenzione e supero l’ostacolo
il mio fedele bastone
mi aiuta fra cespugli e rami bassi
riconosco le rocce scavate
a forma di scalinata
scendo e sono all’eremo
vecchie rovine, scavi iniziati
mai finiti come sempre
recinzioni divelte
nei resti di una cella
gli scouts hanno dato forma
ad una piccola cappella
si può pregare
si può pensare
si può scrivere
un quaderno
a fogli liberi
pieno zeppo di pensieri,
firme, dichiarazioni d’amore
storie di anni passati
le prove dei miei passaggi
ci sono ancora
un viaggio nel tempo
attraverso se stessi
le frasi...
parole che sanno ancora
di me
di te
è la magia del mio bosco
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Commenti (1)
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AlexMen17 agosto 2012
Niente male come prima poesia... dovresti a mio avviso tagliare qualche descrizione perché rischi di cadere nella prosa... comunque... chi ben comincia...
