Come un fantasma

Raccolgo un frutto
dall’albero dei sogni
lo mordo
per tappare la mia bocca
pregna di quest’assurdo sentimento
dal fiato schiumoso
desideroso di baci
sono un fantasma cieco
che cerca le tue labbra
per strapparti l’ultimo bacio negato
che si nutre per quanto basta al suo respiro
di parole straziate
rimaste vive in gola
sono quello che ti spoglia senza mani
sono la linfa gemente del tuo ventre nascosto
che mi graffia e mi morde
che allontana il mio freddo tormento
placando la sete spudorata
che il tuo corpo dipinge
sono il cielo
oltre la luna assente
sono l’eco di ciò che ebbi solo per un istante
che risuona all’infinito
in questo buio
che ha perso la sua notte.
©
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L'autore
Turan
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