Il terrore dell'amore
estro non diede beltà
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O anima sola!
Gelido veleno,
le tue fredde parole.
File di salme,
scorrevano nei tuoi occhi,
pieni di vanità.
Un fico d'india,
a protezione,
della lacerata carnalità.
Cieca,
abbagliata dalla luce,
stringesti gli occhi,
per tornare nella calma oscurità.
Purtroppo il virus sta incubando,
da tremiti scossa sarai,
posseduta,
nei sogni agitati urlerai,
tra le fredde,
silenziose lenzuola:
“amore mio!
raccontami di te,
con le tue calde parole,
fai che le nostre anime,
camminino, per sempre,
insieme,
mai più sole! ”.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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