E il tempo va

È un passo caduto
ciò che mi resta
è una voragine aperta
troppo larga per saltare il fosso
è un dolore sprecato
annaffiato da scintille di rugiada
che hanno sapore di lacrime
è il merito di questo mio corpo
infangato dal suo stesso peccare
perso nell’illusione di un ombra
che mi cammina a fianco
è una lama rovente la mia mente
infilzata nei vuoti delle mie ore perse
è un grido calpestato
disperso sotto un cielo rivoltato
che si adagia inerte
sulle pieghe delle mie memorie
laggiù
nel crocevia dei silenzi
in quei vortici inesplorati
del mio essere
dove il mio cielo
è sempre in tormenta
e sempre aspetta
che ritorni il tramonto.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Idalgo Visconti21 agosto 2012
Un bilancio del proprio essere stato, che spoglia la propria anima con umiltà, senza rinnegare le proprie debolezze, rimanendo cosciente delle proprie convinzioni... Così è l'uomo... Piaciuta e condivisa

