446 lettori online · 357.970 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Erotismo
Erotismo 23 agosto 2012 · lettura 1 min · 3829 letture

Al dio sconosciuto

C
Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
+ Segui
Ricordi i nostri passi quando fuori dal porto uscivamo per salire il sentiero scavato tra i massi enormi, lasciati in passato dai titani che qui dimoravano, e svelta saltavi salendo la via faticosa che te nolente faceva stillare gocciole salse dalla tua fronte dapprima finché il tuo corpo accaldato segnava di sé umida stampa sulla tua veste estiva, mentre i miei panni tranne una fusciacca ai fianchi affagottati affidavo ad un arbusto più folto. Io fauno mi sentivo antichissimo e vedevo con le sclere caprigne scuotersi nell’ardore del sole scandendo il monte, te ninfa, una oreade ricercante gioiose sorelle, quasi mimando una danza tribale al dio sconosciuto. Ma qui sul pianoro rovente vetta e traguardo di sogni e pensieri laddove sembrava destino compiere al dio sacrificio, lanciandosi dopo nel mare con velocissimo salto, fortunale tremendo annunciava pioggia violenta. Ricordi? Correndo scendemmo tornando alle case al chiuso del borgo al mondo orbato per sempre del dio sconosciuto.
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
C
L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
R
Rosa Maria Cantatore24 agosto 2012

Rivive, in questa poesia, un mondo arcaico, mitico, pagano nel senso più profondo della parola e il ricordo di un amore, di una passione rovente, come il paesaggio in cui la memoria l'ha per sempre inscritta, consegnata- per così dire- all'eternità. Non mi piace molto il "perizoma di pelle"...ma è un particolare da nulla in confronto alla bellezza di una poesia attraversata dal soffio di un erotismo che( grazie a Dio, per una volta!)non è descritto ed esibito ma presente in ogni verso. Dire "complimenti" è,forse, un po' banale...