Al dio sconosciuto
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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Rivive, in questa poesia, un mondo arcaico, mitico, pagano nel senso più profondo della parola e il ricordo di un amore, di una passione rovente, come il paesaggio in cui la memoria l'ha per sempre inscritta, consegnata- per così dire- all'eternità. Non mi piace molto il "perizoma di pelle"...ma è un particolare da nulla in confronto alla bellezza di una poesia attraversata dal soffio di un erotismo che( grazie a Dio, per una volta!)non è descritto ed esibito ma presente in ogni verso. Dire "complimenti" è,forse, un po' banale...