Le tre megere

Sibili taglienti, fremori, urla scombinate,
bianchi cieli si intercalano riflettendosi
nelle dense acque che mi circondano,
le prime lentamente si infrangono
lungo le radici del mio colle,
i rumori si avvicinano,
le urla si fanno più stridenti,
corre spaventato un bambino per la via...
Caos, morte, disperazione!
sono queste le tre megere
che fanno le carte sperando
di vendere la loro maledizione d’avorio
al più ingenuo dei passanti.
Le pupille si dilatano,
i piedi si allungano,
le membra si scuoiano,
sono albero nudo,
sono radice delle radici,
sono foglia senza linfa,
sono casa senza dimora,
sono il miracolo dei miracoli,
in piedi senza arti,
in bilico fra i due mondi.
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