Neri Gnomi

Gnomi non allungate
le unte e lunghe mani
sui prorompenti seni del sole.
Nell'afa piove.
Rientra la bavosa lumaca.
Ai fianchi striscia il serpente
e spruzza il letale veleno.
Gnomi non allungate
le mani di gelo
sui grandi fianchi del mare.
Nella calda acqua di sale
si sciolgono i nodi di morte e gelo.
Gnomi ora avete solo piedi di fango
e grandi teste di cuoio
e ancora secolari fossili di cuori .
Minimi e reietti ...
parassiti senza piedi e senza occhi.
Rientrate nell'infame ghigno
del tenebroso regno.
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Commenti (2)
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Silvia De Angelis25 agosto 2012
Davvero significativa, nel suo scorrere musicale, questa intensa lirica che fa intendere, con azzeccate metafore, una morale di vita che sembra non dover mai cambiare... Poesia molto apprezzata
Paola Galli26 agosto 2012
versi originali che prendono spunto dalle favole per descrivere ciò che è realtà!! e sarebbe auspicabile che tali esseri malvagi, perversi, unti, vigliacchi e viscidi potessero rientrare nel loro tenebroso regno ma così non sarà!!

