Appagato disinganno
Sandrine Novelli
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Nasco
batter di ciglia
ed eccomi
ignava
sbranata
dalla crudele deriva
degli anni
immota ma mutante,
sobbalza l'animo
nella percezione
lieve dell'Io
smarrito in lande
desolate e spoglie,
mani di vecchia
rammentano
risa di bimba
il tutto e il nulla
avvolto in nebbia
leggera.
China, disfatta
cedo al sardonico,
crudele riso
agghiacciante
del signor Tempo!
Nulla potei,
nulla volli,
preda oramai
di questo
beffardo, istrionico
Signore.
Ridi, si ridi
sulla pelle sento
le tue risa
vile mentitore,
promesse mai reali
fumo d'inganni
questo è il tuo gioco
io regina bianca
tu re nero
fai pure
beffardo e maligno
t'attendo dignitosa
a capo levato
in quel di
che verrai
per la mietitura
e non sarà
estate,
eppure sarai tu
il condannato
sarò io
condottiero
vincente
perché altro
di me
non troverai
che stanche,
vuote di memoria,
inutili polveri.
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Sandrine Novelli
Commenti (1)
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G
Giuliano leandro loy26 agosto 2012
Componimento che guarda senza alcun velo, il proprio tempo interiorizzante, nella propria valutazione limitante dell'essere uomini. Fiocco.
