Il mio nemico
Stefano Drakul Canepa
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il mio nemico
ha le labbra sottili
ed occhi chiari
Quella volta avevamo disegnato stelle
e sulla seta liscia non c'era più sangue,
ma solo il dolore di mille primavere,
solo il gelo dei passi ancora da morire.
Il tuo sorriso era una beffa e mentre
premevi l'acciaio delle scuri respiravi
i venti vani di chi sa amare la perfezione
ed odia i colori ambrati di tante sfere.
Ma cosa ne sai delle lacrime stese al sole
nell'attesa della pietà di una nera signora,
che ne sai di mille mani tese a specchio
su un inverno troppo lungo per tremare?
Quella volta avevamo cancellato lune
e uno sputo scagliato al cielo aveva teso
dubbio ed odio nelle tante verità da sogno.
Perché la morte non ha nazione, né colore
la morte può uccidere anche le menzogne.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Elena Poldan26 agosto 2012
Intenso questo testo compresso da un dolore, da un urlo troppo forte per rimanere ancora inascoltato.
elena leica26 agosto 2012
Struggente ritmo, che lascia senza fiato come sempre il lettore. Dolore intenso in questi versi e profondo sfogo interiore che scava sino ai brividi... e l'emozione è sublime! Complimenti, veramente toccante sentita molto ed apprezzata.


