Spasmi

Mordimi
siimi eco nei rumori della carne
concia la mia pelle
con il silente tocco del tuo tremore impazzito
non lasciare
che le mie mani tremino da sole
devastami
con il tuo respiro in tempesta
sii torrente
risvegliato d’istinto
che corre
sulla stessa mia sponda
corri veloce
come fossi vento tra i fiati
ingorda di sussulti
fino allo spasmo finale
fatti cospargere di me
graffiami
con le tue unghie fatte spine
tatua il piacere sul mio corpo
bevimi
come fossi il succo del peccato
profanato dal tempo
accogli la mia voglia d’essere palpito
dentro al tuo ventre
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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G
Gabriele Spallone31 agosto 2012
Straordinaria, bellissima, con un incalzare magnifico che ti prende fino alla fine... ma sarà poi la fine?
