Perso in una morsa che darà colore alla fossa

A poco a poco ti prendi la mia Madre luna
ed inizio ad avere paura guardando dall’alto la profondità dei crateri,
l’onirico è in viaggio scortato dai re magi
portano doni ma sono insidie per la mente ed il costato:
il tarlo della mente, la gelosia e fiori in un campo di maggio.
Trafitto dal sesso che mi frusta la musa
e dai petali dischiusi della tua vulva
l’odore del germoglio diventa mattanza per la mia anima
che inesorabilmente si sente pelle rovesciata.
Esultano i ridicoli fiocchi di neve
che scendono dal cielo alteri
trasportati dalla bruma dicembrina
nel vedere il candore dell’animale
perso in una morsa che darà colore alla fossa.
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L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
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