L'imperfetto

mi ci perdo ancora in quel sentire
che azzanna i resti di un’oscurata memoria
mi ci perdo
respirando l’umido tormento che abita il mio buio
sanguinando lacrime
che scivolano lente
sulle rughe smussate dal tempo
graffiate di rabbia
e dal freddo rancore del mondo
lascio che la mia ombra cada
sul suo stesso riflesso
che si impregni di me
come fa l’inchiostro
su questo foglio bianco
spandendo parole
come fossero rigurgiti di suoni in gola
che si posano nell’incavo assetato delle righe
suoni stagnanti sotto la pelle
che prendono forma
vestendo i miei nudi pensieri
con l’illusione di fuggire
con il mio foglio
fuggire da questo silenzio che cerca rumore
dalla mia tavola imbandita di menzogne
di bocconi duri
amari
fuggire
dalla mia commedia recitata male
senza spettatori
senza attori
fuggire
per tornare ad essere quel che sono
io
e la mia perfetta imperfezione.
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Idalgo Visconti27 agosto 2012
Forse non saremo mai nessuno, ma nessuno potrà mai essere come noi. Siamo prototipi unici con le stesse modulazioni di frequenze. Bella piaciuta e condivisa...

