Stordito, drogato
il cotone delle tue labbra è nero
insinuano fumo al cielo sereno
non mi sono mai piaciuti gli abbagli
ma i tuoi luridi baci
tu grande bugiardo sincero
mio e come a un quadro difronte
strappi al bianco della mia saliva
un sussurro di inutile angoscia
e spingi nei canali sciami d'impulsi
e brividi come miele
stavo per catturarlo Amore
travestito da lepre di notte
stordito dai selvatici odori
deviato dal suo stesso gioco
un pazzo
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Commenti (2)
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fabio galletti28 agosto 2012
Poesia combattuta come lo sei Tu, quell'A dice tutto. Un caro saluto.
B
Barba29 agosto 2012
Bellissimo il ritmo impresso e le parole che prendono per mano il verso successivo, ne fanno parte quasi, in un tormento vorticoso, e inevitabile; una passione che si svela in alcuni passaggi, ed una poesia che sprigiona contrasti.
