E ancora sarà sera

Tornare qui
dove imparai a volare
dove anche il silenzio sa parlare
parla
ed è poesia quello che sa dire
è un canto d’altri tempi
che si insinua lento
e non potrà mai morire
qui
dove occupa ogni mio sguardo
il camminar su questa pietra
dove fu palpito di mano
che altra mano cinse preziosa
qui
dove il vento affilato della sera
che sfiora la collina
è nell’ossa mia che soffia
e nella mente si scaglia come tormenta
a violentar tagli di ricordi
mentre tra le vene mi cola libero
quel brivido che consumò le ore
riposte in tasche lise
dove troppe volte affondo la mia mano
quassù tra cipressi antichi
dove lievitano i battiti del tempo
ascolto l’anima tua nuda
svestita dal consumato fremito
amor di carne e di quell’anima
in labbra socchiuse a confessar la voglia
a verniciar di cielo ogni sospiro
qui
dove il tornare al tuo pensiero calmo
è il mio fuggire i giorni
per colmare il vuoto
di un assenza che mi opprime.
©
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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Shelly Nicole Del Santo29 agosto 2012
Una poesia molto bella e lineare, in cui si avverte un misto di malinconia e nostalgia per un borgo così familiare, dove l'autore ha lasciato i suoi sogni e ricordi indimenticabili. Molto apprezzata
Grazia La Gatta29 agosto 2012
una bellissima pagina di ricordi e di piacevole malinconia espressa egregiamente in versi. Bravo, molto bella.


