Alghe
Maria Grazia Vai
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Vorrei credere che la vita
quando muore
si quieta come un temporale
dove il giorno ritrova il suo appiglio
e un poeta ricama le sue cicatrici
Se fossi corallo,
sanguinerei come gli occhi di un ricordo
dietro gli occhi della sera
Una virgola
a margine dei margini
dove il cielo ha avuto inizio
stretto ai nodi d’una vela
che si fa
strada e pensiero
tra la sabbia in burrasca
e i pesci rossi fra le spighe di settembre
Dei coralli e dei nodi
stretti ai polsi del mare
ho sciolto i miei capelli
tra le maglie della sua vela
nell’ora di un tramonto che scompare
senza lasciare
traccia né intagli.
Una riga sottile e bianca
attraccata all’ultimo porto
Onde di tenerezza e sale
dove l’alba modella un’ eco
e la sua vita
anche d’inverno.
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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EnzoL29 agosto 2012
immagini di alta levatura, oniriche ed ispirate un testo molto ben ritmato ed avvincente bellezza e poesia .

