Risacca

Non puoi osteggiar la risacca
all'onda che arriva e poi fugge.
Non serve schivare la schiuma e i detriti
son loro più forti di te.
Ti portano via piano piano
nemmeno ti accorgi di loro.
E allora,
tu lasciati andare
su morbide gocce salate
tu lasciati amare dall'onda
non è mai cattiva,
ti bagna la pelle
ma è amica del sole.
Quei pezzi di legno
lì, sul bagnasciuga
son pezzi di vita anche loro
tornati da un lungo cammino.
Chissà dove mai eran ieri
chissà che saranno domani.
Tu non ci pensare
tu, lascia che l'onda comandi.
E tanto non puoi farci nulla
puoi solo ferirti e soffrire
se credi di vincere il mare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
P
Paolo Morganti29 agosto 2012
Questo mare che offre pensieri che trascinano oltre l'orizzonte verso terre e lidi lontani e approdi sicuri, e i flutti sulla battigia che bella l'impressione dell'autrice ci si sente proprio come si stesse in solitaria contemplazione cullati dalle onde marine. Complimenti.
Azar Rudif29 agosto 2012
Eppure, possiamo sempre tentare di andare contro vento e contro corrente
