Il sorriso del destino
Passavo di rado
davanti casa sua e lui era là,
sempre seduto davanti la porta,
sempre sorridente
con la sua vita in mano.
Mi divertiva il sorriso di Peppi
era innocente
come quello terso e lindo
di un bambino.
Senza volerlo sorridevo anch’io
guardando il bianco dei suoi denti.
Era senza malizia il suo sorriso
non pensava mai
a ciò che sarebbe stato
solo al presente
solo alle sue “monachedde”
e quando alzava lo sguardo
leggevi la sua gioia
la gioia di una luce
la luce del poco ...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Emanuele Strada31 agosto 2012
Dolcissimo ricordo in poesia, per quei personaggi che anche senza volerlo solo per un riflesso arricchiscono la nostra vita; molto bella, molto toccante, a presto rileggerti.
Marina Pacifici1 settembre 2012
Nitida rievocazione di una figura che appartiene ad altro tempo, tratteggiata con un verismo verghiano... Peppi assomiglia molto ad un personaggio dei Malavoglia... Il suo sorriso al destino, probabilmente amaro e disincantato, negli occhi del Poeta fanciullo assume invece la connotazione di speranza verso la vita ed il suo futuro. Molto apprezzata, compli. menti al Poeta.


