Cupidon
Jeannine Gérard
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~ * ~ ~ * ~
Frappée par la flèche
de Cupidon,
mon cœur,
que le diable l’emporte,
a repris à palpiter
d’une nature chaste
ensemble que charnelle.
Il n’est plus qu’un jouet
dans ses mains.
Il ne connait plus le sommeil
ni aucune trêve.
Dans le cercle de lumière
que la lune répand
sur mon lit enflammé,
sa main broie
la vague de paix
qui depuis des années
berce mes sens.
Et comme un vent
qui m’emporte,
me fait voler
et vient allumer
une chaleur oubliée.
Tout mon corps
tremble.
Et dans des gestes
connus,
l’enchantement
de mes sens
ressuscite
me réveillant
à la joie
et à l’éblouissement
perdu.
.
~ * ~ ~ * ~
.
Cupido
.
Colpita dalla freccia
di Cupido,
il mio cuore
che vada al diavolo,
ha ripreso a palpitare
di una natura casta
insieme che carnale.
Non è più
che un giocattolo
nelle sue mani.
Non conosce più il sonno
né tanto più tregua.
Nel cerchio di luce
che la luna sparge
sul mio letto arroventato,
la sua mano sgretola
l'onda di pace
che da anni
culla i miei sensi.
E come un vento
che mi porta,
mi fa volare!
Viene ad accendere
un calore dimenticato.
Il mio corpo freme!
E nei gesti
conosciuti
l'incanto
dei miei sensi
risuscita
risvegliandomi
alla gioia
e allo stupor
perduto.
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L'autore
Jeannine Gérard
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