La fuga

Fuggirò
da ogni luogo spento
esporterò
dalle mie sconfitte il turbamento
le mie parole perse
diventeranno vento
fuggirò
restando qui
dentro di me
per tutto il tempo che mi serve
attraversandomi di memorie
sfamandomi di nostalgia
lasciando che il battito dell’ora
affreschi le mie rughe
come un orologio a pendolo
che ondeggia su ciò che s’è perduto
fuggirò
abbandonandomi
al volo di un sogno quieto
che prende forma
con l’approssimarsi del canto della luna
del fischio
che alita sulle cime dei cipressi
quando vien la sera
quando riappare
un fremito di vita nella mente
e il ricordo
pare una magia fuori dal tempo
fuggirò
prima che il sole ferisca ancora
i vetri della mia finestra
che l’eco di questa musica fievole perisca
e un giorno nuovo soffochi
gli ultimi lampi di vita.
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Dolce Neera2 settembre 2012
Il Sogno, visto o sentito, come "via di fuga" da un quotidiano opprimente... un Sogno, per evadere da se stessi senza, tuttavia, allontanarsi di un solo passo dai propri "luoghi spenti"... poi la sera, che offre lo scenario al fremito dei ricordi, le ali per quell'effimero volo... Un Sogno, consumato per tutto il tempo che serve a cibare di nostalgia una vita, che passa senza saper dare vita a un Sogno ...

