Perdonami ancora

Come fiato
attendo una parola.
Forse lo spazio
di uno spillo ci divide.
Ed io funambola
mi muovo accorta
sul filo di una parola
non detta.
Aleggiano sul tuo viso
ombre distanti anni luce.
Quando il tuo sguardo cede
riprendo il respiro.
Penitente intrisa di colpa,
poggio il capo sulle tue ginocchia,
come altare cerco assoluzione.
Basta lo scivolar della mano
tra ciocche disordinate
uguali alla mia mente
a riportarmi in vita.
Resta così amor mio,
non stancarti mai
di scordar le mie parole.
Ed io vacua di saggezza
mi abbandono ancora una volta
al tuo perdono.
©
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