L'attesa

Ti aspettavo ogni sera
sulla porta.
Tendevo l'orecchio attenta
al suono dei tuoi passi
sulla strada lastricata.
Sull'ultimo gradino
spingevo lo sguardo
per catturare al volo
la tua ombra da lontano.
Tremuli ricci e bocca dipinta
ad abbellire il riso terso.
Ma in quell'attimo
di estasi perfetta,
mista d'ansia e devozione,
tu alzavi il capo stanco
senza l'ombra di un sorriso.
Morivano le labbra mie ridenti
nascondendo il pianto
che scappava dal mio viso.
Ora che l'attesa
ha consumato quel gradino
è chiusa la mia porta
serrata a catenaccio.
Non rimbomba più
il tuo passo stanco
sotto il peso della vita,
porterò senza colpa
questo fardello sulla schiena
per aver amato un uomo
che non amava me
né il dono della vita.
©
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