Cry cry

Chiusi a puntino
i cinque bottoni
del collettino
Tossiva il quaderno
ma tu rosicchiavi
premendo la punta
Cosa volesse dire
l’ombra sugli occhiali
mica lo sapevi
Grattavi vernice
sotto la tovaglia
Chiusa pietra la pancia
La bambina in Africa
che moriva di fame
come potevi capire?
Colpa tua
perché non mangiavi
tutta la bistecca
Graziosa forcine
ricami e golfino
da angelo caduto
Non si notava
il vuoto nero
che ti consumava
Sola nella tua stanza
t'assaliva
viso a viso lui e te
Sporcava il muro
sfigurava la Barbie
e ben bene tuo fratello
pestava
Tardi l'hai capito
odiava te
Indegna di tenerezza
rendeva impossibile
amarti davvero
Allora punizioni
rabbia svuota stomaco
e rauca raschia rosicchia
Piangi piangi
mentre tosse
tira su col naso
Sotto giacca da signora
disperata bambina
Assurda inconsolabile cosa
guarda la sua lapide
E’ spettro
defunto amore
che non esiste più
©
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Commenti (4)
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Fiammetta Campione4 settembre 2012
Non amarsi, non stimarsi, è un veleno che s'insinua dentro e fa assomigliare la vita a una montagna troppo alta e faticosa da scalare. Ho sentito il tuo dolore e l'ho condiviso.
EnzoL4 settembre 2012
una poesia molto dolorosa, che non commento nel significato poiché la trovo molto intima e personale la commento nella forma scelta, quasi fosse scanzonata a tratti e anche l'immagine scelta 'da bimbi' rievocano un tempo perduto e che ha perduto qualcosa d'importante bellissima
B
Barba5 settembre 2012
Con l'aria di raccontare una favola, la miccia cammina sempre più veloce ed esplode nei versi finali, quasi inaspettatamente.
B
BlueWild8 settembre 2012
Passo dopo passo ho camminato con te in questo percorso a ritroso. Ho letto episodi intensi nell'originalità della scrittura.

