Senza mai cadere
sai, c'è qualcosa che mi lega
perché in fondo non vorrei stare
qui a parlare
tutto sarebbe verde
o verde scuro
con le foglie tra i piedi
masticando una mela
rinfrescata dall'aria
l'aria si, lei mi ispira ancora
se la sento dietro l'angolo
le corro dietro
e capita di inciampare in una pozzanghera di colori primari
nei cortili delle voglie di cemento
quelle con la condizionale delle finestre
abitabili voglie
suddivise in stanze e nelle loro funzioni
le mie vorrei fossero inutili relitti
perduti e sconosciuti
nel tonfo di sogni caduti
dimenticati viaggiatori muti
baci attesi in fondo nel sale
senza pareti per lasciarti passare
le mie voglie le vorrei arrugginite fino all'osso
pesanti come chi cede a se stesso
seguire la rotta verso il basso
arrivare al limite del silenzio
ma qualcosa mi lega
come una perenne estate
di paure e bugie maledette
sipari chiusi di cose già fatte
da me, da te, da tutti
io non ho nulla da dire
durante gli intervalli
come potrei sopravvivere
qui appesa senza mai cadere
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Commenti (2)
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Aldo Bilato5 settembre 2012
"dalle voglie"..."alle finestre"... appunti di percorso... * in un percorso poetico che mi comprende e mi affascina per il modo di saper porre ed esporre con metafore e musiclità un sentimento di sfida e disfatta, che in equilibrio insegna a non cadere...
B
Barba7 settembre 2012
Questa sì, che è Poesia. Mi arriva subito un senso di libertà ed allo stesso tempo una condizione di limitatezza; e quelcorrere dietro l'aria, che ancora ispira e si respira ci respira. I colori le speranze il cemento... perdersi nel richiamo di odori... dell'Amore e del proprio essere vita nelle vite nella Vita.
