Cellullari fantasma
L Falchero
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c’è qualcuno che proprio non impara
che il telefono non si lascia giù in cantina
che non s’abbandona per ore in una bara
dove con lui giace dalla sera alla mattina
e a fare il morto s’è talmente abituato
che ormai non si sa più se finge o lo è davvero
ma c’è il rischio che a star paralizzato
qualcuno lo sotterri tutto intero
a volte lo dimentica in soffitta
a volte se lo tiene silenzioso
ma per molti è sempre una sconfitta
cercar di rintracciar il malizioso
infatti rare volte è ben solerte
a risponder quando gli conviene
e t’accoglie gentile a braccia aperte
dopo averti preso in giro proprio bene
ma il vizio si sa non se lo toglie
proprio l’educazione non gli aggrada
di rispondere a chi delle sue spoglie
va vagando in cerca per la strada
Alla fine s’è trovata soluzione
si consiglia al signor un luogo oscuro
dove si sente alla prima vibrazione
e non lo si lascia più in giro di sicuro
unica cosa: deve stare attento
che se si reca dove l’abbiam mandato
potrebbe il cellular cadere dentro
in acqua sporca ed essere spacciato.
poco male, tanto non serviva
ormai ricorreremo a un telegramma
o a un piccione per portare la missiva
almeno il pennuto torna con risposta ... dalla mamma.
©
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L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
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