Il mio volo d'aliante

Chiama la mia voce
il canto del buio
ma ho lingua impastata
nei brividi della parola
il silenzio
è riparo al mio vuoto
e la paura
una sensazione muta
che azzitta il mio verbo
troppi nodi
su questo vivere a stento
su questo senso superstite
lasciato senza movimenti
troppi sogni lasciati a terra
nel mio volo d’aliante
troppo lungo
questo tempo
che morde la mia solitudine
questi echi slegati
che seguono orme di tratti bagnati
continuo
a posarla su questa carta inodore
la mia parola
intrisa di nero carbone
a farla vivere
nelle ore di polvere e vento
come luogo assoluto
rubato al mio niente
e mentre l’inchiostro scorre
lei s’accontenta
d’esser breve tremore
a saziare per quello che basta
quel palpito leggero
che tiene viva la mente.
©
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L'autore
Turan
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