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Riflessioni 8 settembre 2012 · lettura 3 min · 800 letture

Tu, Anima mia

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Peann Tobair 68 poesie pubblicate
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Amor diletto, hai Mente ed Anima così meravigliose, così chiudo i miei occhi e lascio che l’Essenza abbia a prender Verbo in codesto consesso d’Elette affinità... Sappi che nulla potrà mai rendermi degna appartenenza allo spettacolo della Vita, se non la conoscenza del brillio di spuma del cristallo racchiuso nel tuo Cuore di diamante... Il più lieve sfiorar d'Anima appena da te riconosciuto nelle mie parole, altro non desidera che poterti esprimere particelle d’affine e devota appartenenza al tuo senso di candido stupore... Lo schiudersi della Vita all'innocenza innata, si nutre curiosa come fosse gli occhi d’un Bimbo: creatura nuova alla meraviglia d'ogni circostante d’attorno... Giunto che sia quel vento che reca alla tua anima la dolce saggezza raccolta ai quattro angoli del mondo, solo allora possa colei che regna in Te avere requie senza più timore alcuno... Chiedo che quel Respiro del Cielo sia quieto e si faccia brezza: al fine di poter recare al tuo cuore violato, impercettibile l'armonia del suono d'Essere alla Vita... Che la mia Anima implori Il Regno della Grande Volta, perché quello stesso vento ne sia mosso a soffio di consenso e mi possa recare a Te in dono d'esistenza... Possa la luce giocare ad esserti ombra così da saperti sorprendere, lasciando che solo il tuo respiro sappia donare stille di conoscenza alle lacrime di parole che imperlano gli occhi della tua sapienza... Gioca con loro al fine di saperle custodi e scrigni d’ogni lievità d'Anima, amale così come cospargi del tuo stesso Amore per ogni impercettibilità in vibrazione d'Essenza... Infine sii loro Madre e Sposa, per donargli in ogni per sempre l'essenza stessa del tuo Essere: alla Vita, al Mondo ed all'Amore. Perdona Tu, dolce Anima, se queste mie son solo piccole parole... Perdonami, se puoi, per la paura di averti saputo carezzare l'Anima. Perché potrei scoprire, se così fosse, che non mi basterebbe la vita, se ancora mi resta, per sperare in un perdono implorato a Te... Forse perché la nostra sintonia mi ha permesso di cogliere la tua voce, che mai ha perduto la speranza d'essere udita, mentre implorava il dono di uno sguardo, negato da troppo Tempo... Questo non è luogo che mi appartenga: Amore mio, non temere, mai lascerò che le mie stesse parole possano recarti invadenza ed offesa, al rispetto dell’intima appartenenza che sia unicamente a te stessa... Sappi però, che se fossi giardiniere mai, per nessun motivo, il custode del giardino mi permetterebbe di toccare con mano ciò che solo può nutrire i semi dell'Anima tua... Affinché potesse un giorno accogliere la sua inebriante, umile perfezion d'essenza, siano dunque i tuoi Sogni di Filigrana racchiusi dal Cristallo della tua Purezza per l'avvento dell'Unico tra gli Uomini in grado di leggerne il Senso d'Essere...
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L'autore
Peann Tobair

"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."

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