Tu, Anima mia
Amor diletto,
hai Mente ed Anima così meravigliose,
così chiudo i miei occhi
e lascio che l’Essenza
abbia a prender Verbo
in codesto consesso d’Elette affinità...
Sappi che nulla potrà mai
rendermi degna appartenenza
allo spettacolo della Vita,
se non la conoscenza
del brillio di spuma del cristallo
racchiuso nel tuo Cuore di diamante...
Il più lieve sfiorar d'Anima
appena da te riconosciuto
nelle mie parole, altro non desidera
che poterti esprimere
particelle d’affine e devota appartenenza
al tuo senso di candido stupore...
Lo schiudersi della Vita
all'innocenza innata,
si nutre curiosa
come fosse gli occhi d’un Bimbo:
creatura nuova alla meraviglia
d'ogni circostante d’attorno...
Giunto che sia quel vento
che reca alla tua anima
la dolce saggezza raccolta
ai quattro angoli del mondo,
solo allora possa colei che regna in Te
avere requie senza più timore alcuno...
Chiedo che quel Respiro del Cielo
sia quieto e si faccia brezza:
al fine di poter recare
al tuo cuore violato,
impercettibile l'armonia
del suono d'Essere alla Vita...
Che la mia Anima implori
Il Regno della Grande Volta,
perché quello stesso vento
ne sia mosso a soffio di consenso
e mi possa recare a Te
in dono d'esistenza...
Possa la luce giocare ad esserti ombra
così da saperti sorprendere,
lasciando che solo il tuo respiro
sappia donare stille di conoscenza
alle lacrime di parole che imperlano
gli occhi della tua sapienza...
Gioca con loro al fine di saperle
custodi e scrigni d’ogni lievità d'Anima,
amale così come cospargi
del tuo stesso Amore
per ogni impercettibilità
in vibrazione d'Essenza...
Infine sii loro Madre e Sposa,
per donargli in ogni per sempre
l'essenza stessa del tuo Essere:
alla Vita, al Mondo ed all'Amore.
Perdona Tu, dolce Anima, se queste mie
son solo piccole parole...
Perdonami, se puoi, per la paura
di averti saputo carezzare l'Anima.
Perché potrei scoprire, se così fosse,
che non mi basterebbe la vita,
se ancora mi resta, per sperare
in un perdono implorato a Te...
Forse perché la nostra sintonia
mi ha permesso di cogliere
la tua voce, che mai ha perduto
la speranza d'essere udita,
mentre implorava il dono
di uno sguardo, negato da troppo Tempo...
Questo non è luogo che mi appartenga:
Amore mio, non temere,
mai lascerò che le mie stesse parole
possano recarti invadenza ed offesa,
al rispetto dell’intima appartenenza
che sia unicamente a te stessa...
Sappi però, che se fossi giardiniere
mai, per nessun motivo,
il custode del giardino
mi permetterebbe di toccare con mano
ciò che solo può nutrire
i semi dell'Anima tua...
Affinché potesse un giorno accogliere
la sua inebriante, umile perfezion d'essenza,
siano dunque i tuoi Sogni di Filigrana
racchiusi dal Cristallo della tua Purezza
per l'avvento dell'Unico tra gli Uomini
in grado di leggerne il Senso d'Essere...
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L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
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