Al mattino
E’ l’alba di un giorno d’estate, ancora
riposa il mondo che placida notte,
accarezzata dal lieve sussurro
della risacca del mare
quasi fermo, ora appena increspato
da un soffio sottile di vento,
ha cullato con cura di madre:
è la brezza di terra che sento
sfiorarmi fresca, leggera
come di bimbo una mano.
Si ode lontana nel borgo
la campana che suona l’ora prima
e il risveglio mattutino;
l’aurora ha sin qui fiammeggiato
portando novella del sole
che irrompe ormai e si posa
nel cielo del quale è signore.
Sereno è il giorno, volesse
il cielo donarmi serena visione
delle vicende che invece
commuovono i giorni, ché tutti
avversità recano d’ogni specie
a noi mortali: così stretti ci legano
occhi e pensieri a terra,
e perdiamo, incauti, contezza
del diuturno miracolo
che ostende la bellezza
dell’Universo intero, donde
falsa valutazione e sterile
disperazione e ottusa
dei nostri guai che invece
sono piccola cosa.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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