Il canto delle falene
Stefano Drakul Canepa
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ali bruciate
dal fuoco gelido
di un inganno
Sentivo uno strano dolore, un sussurro
appena accennato all'alba che in catene
soleva cercare le ultime tracce d'amore
fra i putridi inganni abbandonati agli sguardi.
Era il canto delle falene, il suono in tempesta
che la notte aveva dimenticato ma la luce
conservava fra le ultime gocce di fuoco puro.
Era suono di farfalla, ali scure di malva.
Sentivo uno strano calore, un vago dubbio
che la pelle aveva deposto in cancrena
appena nato, appena sciolto dal giogo
dei desideri consumati in fretta, senza meta.
Era il giuramento del corvo, un passaggio
ad altra era che lentamente scivolava via
fra le porte di fine stagione, lasciate aperte.
Il canto delle fate morenti dalle iridi opache,
il fuoco delle ninfe senza cuore,
stelle nere dalle ali bruciate.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (5)
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EnzoL9 settembre 2012
versi che dirompono come disincanto liquido, . le illusioni, chimere che ci bruciano come ciechi in cerca di luce -stelle nere dalle ali bruciate- ... molto evocativa e altisonante
Miriam Badiani9 settembre 2012
Meravigliosa, ricca di immagini evocative e affascinanti. Un verseggiare che sa di arcano e magico, con un fondo struggente che ghermisce il lettore. .
Laura Maira9 settembre 2012
Evocativa, oscura, inebriante, la trovo avvolgente per il ritmo e il fascino delle immagini. Senza parole, GRANDIOSO!
Emanuele Martina10 settembre 2012
originale e coinvolgente, versi che sembrano irreali e magici, complimenti, molto piaciuta
Elle11 settembre 2012
Ha qualcosa di meravigliosamente magico. Chi legge viene trascinato verso qualcosa di indefinito ma che al contempo attrae e vuole essere osservato. Un mistero avvolge tutto...





