Sintomi
Quella magica urgenza
sulla bocca e sul ventre,
la febbre nello sguardo,
danze tribali in petto.
L'inutilità dei gesti
che veste un altro aspetto,
quella voglia di dirlo
a cani, a porci, al tetto.
Quel punto di non ritorno
sfida senza più tempo.
Non è cambiato il vento,
né il quadro nello specchio,
ma nel respiro sento
che nulla è più lo stesso.
Ti amo, accidenti a me
e ignaro me n'è il senso.
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli10 settembre 2012
Bel ritmo incalzante versi che corrono come una pallina impazzita che pazza non è... solo amore, solo quello sta lì il senso!! Piaciutissima
