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Morte 11 settembre 2012 · lettura 2 min · 1835 letture

Le ossa del Milite Ignoto

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Ad un letto di marmo abbiam reso le ossa licenziammo il mondo con uno sguardo ferito tutto il tempo passato s'è arrestato in quel giorno, fontanili di lacrime che scorrevano ancora nel torpore pietoso di un compassato viandante. Mille croci bianche a disegnare un giardino composizione perfetta di un militare riposo come in vita ora in morte, sull'attenti dignitoso; siamo in tanti siamo in troppi, graduati e normali siamo i morti della guerra, congedati speciali. Sulle croci vernice per sconoscere l'uomo che saltato sull'ordigno brillò nel suo volo visse sapendo di non comprendere tutto morì senza il tempo di rendersi conto; carbonizzato per sempre nell'estrema espressione sotto un palmo di terra, senza fiori, né sole. Ma verrà un giorno di vento e parole quando le croci sulla terra cadranno e su quei prati giocheranno a pallone mille bambini che guerra non sanno. E la domanda inattesa e sincera Cos'è la guerra? Com'è fatta una bomba? Dimmi papà ma che senso poi hanno? Appeso a radici del sepolcro immutato tenderò l'orecchio, farò anch'io attenzione forse il perché quei padri diranno perché mai qui sotto, su un'attenti inchiodato? E se mi sforzo nel ricordare il vero obbiettivo da conquistare nei miei ricordi rivive l'ardore, di una bandiera ma confuso è il colore. Non so per chi né com'ero vestito in quale conflitto sacrificato, se quella collina abbiam dominato. Quando trapassai, che cosa ho gridato. Sotto la croce dove m'hanno alloggiato nè data né nome, che ho dimenticato, solo un lenzuolo di perfetto granito e quell'elmetto mio da soldato. Ma una fiammella che è sempre accesa mi da un conforto inaspettato l'umano amore, in fin contesa del mio calore ché s'è bruciato.
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L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (2)

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stelsamo13 settembre 2012

Il milite ignoto, soldato che dopo essersi immolato, ora giace nel suo letto di marmo, più non ricorda il suo passato, né il proprio nome, né la bandiera in nome della quale ha combattuto e per la quale s'è sacrificato... La speranza dell'autore è che possa venire finalmente un giorno in cui la guerra sarà soltanto un lontano ricordo e nel quale i bambini chiederanno ai loro padri cosa fosse stata una guerra e che senso abbia avuto... L'unico conforto per il milite ignoto è oramai solo quella fiammella sempre accesa che arde sulla propria tomba, che sta lì a simboleggiare l'umano amore!

Patrizia Ensoli21 settembre 2012

Bellissimo testo si legge nei brividi e nella commozione... Commossa e partecipe, applaudo a versi stilati con maestria!!