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Sociale 12 settembre 2012 · lettura 1 min · 2939 letture

Il mostro di nome Alzheimer

Angela Fiore 108 poesie pubblicate
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Sguardi persi nel vuoto vagano senza meta davanti ad una finestra corpi animati guardano il lento scorrere dei giorni mentre una nenia farfugliata stringendo al petto una bambola qualcuna accenna vaghi frammenti di vita passata galleggiano come boe in un oceano storie più o meno vere qualcun’altro narra... e come un disco incantato ripete Con gli occhi regalate sguardi a chi sa capirvi tra mille parole non pronunciate un grido disperato è facilmente comprensibile "Liberatemi il mostro mi ha fatto suo prigioniero" Non pretendete e non chiedete ma una carezza e una mano da stringere, tutto ciò che volete.
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Angela Fiore
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Commenti (5)

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C

una tremenda malattia ben descritta, profonda poesia che tocca l'animo per l'amara verità espressa

elena leica12 settembre 2012

Commossa sino ai brividi sulla pelle nel leggere questa struggente opera dove l'autrice esprime la pura realtà di questa malattia che divora lentamente l'animo come un mostro... senza pietà. Vivissimi complimenti... tocca il cuore.

Grazia La Gatta12 settembre 2012

Argomento molto triste e delicato su di un problema sempre più diffuso. E' triste assistere alla lenta morte di una mente umana. Molto toccante.

Giacomo Scimonelli12 settembre 2012

ennesima dimostrazione della sensibilità dell'Autrice mai banale quando tocca argomenti che riguardano anime in difficoltà...perché di anime si deve parlare quando si tocca questo argomento, anime che regrediscono nell'intelletto e ritornano all'età forse a loro più cara, una volta si rivedono bambini, altre volte splendide creature all'inizio della vita... piange il cuore quando vediamo, specialmente se sono parenti, persone così estranee anche dinanzi i loro occhi... apprezzato lo stile chiaro e scorrevole...

Lady Rose13 settembre 2012

Credo che tu abbia toccato un tema sentito a molti... anche se la sofferenza, come ogni altra emozione è difficile da spiegare a parole. Tu hai colto la profondità di una tremenda patologia e mi hai messo i brividi. L'ho sentita molto. Non merita il portfolio. Segnalo col cuore