Gli anni dei miei passi
Distrattamente persi il conto degli anni dei miei passi,
mi ritrovai in bilico su due facce della stessa medaglia,
indossavo musica vecchia e un gilet di jeans lungo,
lungo fino ai piedi con le unghie sporche di sogni
ormai abbarbagliati da muse tristi,
l’anima si nascose nel freezer
condensandosi in cubetti
che avrei poi sciolto nell’amaro whisky,
dissetando quel sapore d’acerbo che l’odio
lascia in bocca.
I cristalli del me interrotto
si ricompongono sotto lacrime di vino rosso
che bagnano le mie labbra sfatte di brama all’ombra
di tenebre amaranto che fioriranno inchinandosi
alla luce di ciò che faccio.
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L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (1)
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EnzoL14 settembre 2012
già, ed è proprio così che succede un giorno ti svegli, e non trovi più quel che eri sei asincrono, completamentre 'fuori' e rimani vestito dei tuoi ricordi, dei tuoi pensieri e dei tuoi sogni pezze del nostro 'intento nativo' amara, così amaramente nera che splende complimenti veramente bella
