Il canto degli ulivi

Portami a casa vento
là
dove cantano gli ulivi
dove ho sparso i fogli
che han scritto la mia vita
dove posso ritrovare ancora
un sussulto che sfregi la memoria
mi soggioga il passato
che si evolve in questo mio presente
penetrando in effimeri confini
dal ticchettio sordo
come un orologio
con una lancetta spezzata
dalle grida mute
si allargano le crepe del distacco
diventano voragini
in cui l’anima si frantuma
come pezzi di coccio antico
che non fu mai più se stesso
portami a casa vento
perché tutto torni
ad essere ciò che mai è stato
voglio riporle queste mie valigie
con il loro incontenibile contenuto
voglio tornare
unirmi al canto degli ulivi
ingravidare ancora la mia voce
per masticarle
quelle parole che mi sento dentro
da troppo tempo soffocate in gola
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Francesco Rossi14 settembre 2012
Colpito dal verseggiare del poeta proprio perché vivo in una terra dove il canto degli ulivi lo si può ancora ascoltare mentre stendo le reti per raccoglierne i frutti. Armonico e suadente il percorso poetico compiuto in questa bella e sentita composizione.

