Cabiria (le dive del cinema muto)
Stefano Drakul Canepa
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non parlerai
su questo legno nero
piangerò stelle
Prendimi per mano e non parlare,
le luci si sono spente su questo legno lucido
ma tu mi farai tremare in questa sera,
le strade fuori hanno un riflesso di bruma scura.
So che mi guarderai e non dirai nulla,
le nuvole al buio sono solo vento spento
ed il tuo segreto è un ricordo che soffia piano,
che spazza via i battiti ed i dolori del tempo.
Sono dolori in bianco e nero, gesti fragili
che il destino ha cancellato in un fruscio d'ali,
ma tu non parlare, tieni le labbra socchiuse
come per baciare il buio dentro al cuore.
Questo silenzio è un diamante nero,
è una gemma rubata agli anni che pigri scorrono
e non lasciano nulla se non l'alone dei sogni,
se non il calore delle notti e dei delitti celati.
So che mi guarderai e poi fuggirai via,
la luna è spenta è solo nebbia
che attende uno scuro mattino.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Laura Maira16 settembre 2012
Il tempo scorre, vole via e spesso non lascia nulla se non sogni, illusioni in bianco e nero nel risveglio di un mattino scuro disilluso, senza vita. Una consapevolezza amara e una metafora bellissima nella quale tutti possiamo rispecchiarci... Molto originale la scelta di quest'immagine delle dive del cinema muto per descrivere un silenzio dell'anima. Bellissima, sempre ricercata nello stile, complimenti davvero
Miriam Badiani17 settembre 2012
Meraviglioso questo tuo tributo, catapulta il lettore nella dimensione del tempo andato, eternando quei momenti gloriosi del cinema. Il tutto con il tuo stile particolare, ricco di originali metafore.


