Dunia
Chiusi gli occhi per anni
hai cercato un vento da mani sconosciute
non carezze
Caratteri cari come la povertà che ha reso _te_ luce
labbra viola di vino e sogno
Una folla di porte albergate su granelli di sabbia
maremmane o forse liguri, non ricordo:
così divideva le sostanze.
Un liquido ripetere e un lento restare
senza ali bianche, ma occhi neri per volare
Ho deciso di voltare
non permanere, solo immaginare una vita
senza schianti poco divini o pesi da interrogare.
Ho chiuso cancelli e cancelli, ho versato le braccia in tinozze di legno
per non abbracciare più nessun male
ed ora la solitudine ha messo labbra da baciare, oltre ogni cosa
tra gli aratri di questa terra che chiamo come te
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Commenti (2)
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Amara17 settembre 2012
...c'è proprio tanto qui... dove ognuno credo possa leggere un po' di sé... succede perché è poesia...
D
DarioC 8517 settembre 2012
Lettura che mi lascia una specie di buco dentro... Un senso di vuoto da riempire, come una vertigine... Quella solitudine che ha messo labbra da baciare, la scelta difficile di cambiare vita, abitudini, modo di pensare: un cambiamento che lascia molto spazio per pensare e cercare qualcosa di diverso. Molto bella!
