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Dialettali 17 settembre 2012 · lettura 4 min · 998 letture

La sveglia!! ...maledetta sveglia

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gianni meneghin 10 poesie pubblicate
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La svee... te famee La svee!!...maladete svee!! I voi no son ancjemò jevâts che sul jet o soi sentât.(ade) O vores ancjemò durmî, chel biel sium o vuei finî. Meni! Jeve Meni!!... Menine! Jeve Menine!!... La mê int mi clame, o lassi la mê e cjalde tane, o larês inte lune. Plui dongje i rivi, plui si slontane. Ducj mi cirin. I fiis e domandin. I parons e comandin. Il missêr al’è malât. Il miedi al è sentât. La machine no partis. La prime ore e sparis. Un frut al à mal di panze. A scuele nol à creance. Li scartelis dai dazeârs e son di là a pajâ. La spese a è di lâ a fâ. Il tacuin al vai. Il puestin tu sperîs nol vegni mai. E svole tal aiar la vos dal telefo, ancje chê no dibant, par cjariâti ancjmò robis di fâ. La bardele e cor plui dal fâ. Un frut al torne. Chel altri al è di la a puartâ. Il mangjâ al è di preparâ, La lave di fâ, La robe di stirâ, “Mame! Mame! no sai...!” “Mame! No cjati...!” “Menine ...!o ài bisugne...!” “Oh sacrament... Ce torment!” La zornade a è dute un orloi. Il cjâf al è un orloi. Lis machinis e corin e ti scjafoin, lis ruedis e filin come saetis. Lis gjambis e son simpri plui strachis. Il soreli al è lat jù. La lampadine mi ten su. E ven sere in tun lamp. Lis cjampanis e sunin. Par un moment il mio cûr al è tornât indaûr. La cene di fâ, I plats di lav. Daspò mi poi un lamp. O viôt la television. I voi si sierin. Mi ven un pinsîr. Ve ca!...mi è colât un boton. E sune miezegnot. Ancje vuê ce corsis!. Maledete svee... no tu sunis mai par me gm/2000 Traduzione La sveglia... in famiglia La sveglia!!... maledetta sveglia!! Gli occhi non sono ancora aperti che sono seduto/a sul letto. Vorrei ancora dormire e finire quel bel sogno. Domenico!! alzati Domenico!!... Domenica alzati Domenica!! Lascio il mio caldo letto, andrei sulla luna. Più vicino ci arrivo, più lei si allontana. Tutti mi cercano. I figli chiedono. I padroni comandano. Il suocero è ammalato. Il dottore è seduto. L’automobile non parte. La prima ora svanisce. Un figlio ha mal di pancia. A Scuola non ha creanza. Le tasse sono da andare a pagare. La spesa è da andare a fare. Il taccuino piange. Il Postino tu speri non venga mai. Vola nell’aria la voce del telefono, anche quella non gratis, e caricarti ulteriori cose da fare. Ma la lingua è più veloce del tuo corpo. Un figlio ritorna. L’altro è da portare altrove. Il pranzo è da preparare. La biancheria è da lavare, tutto è da stirare. “Mamma... non so dov’è...!” “Mamma non trovo...!” “Domenica... ho bisogno...!” “Oh Sacramento... che tormento!” La giornata ha le ore piene. La testa è come un orologio. Le automobili corrono e ti soffocano. Le ruote girano come saette. Le gambe sono sempre più magre. Il sole è sceso. La lampadina mi fa luce. Viene sera in un attimo. Le campane suonano e per un istante quell’emozione mi riporta indietro, da giovane La cena é da preparare, I piatti da lavare. Mi fermo un istante. Guardo la televisione. Mi si chiudono gli occhi. Mi sorge un pensiero. Ecco!... mi è caduto un bottone. Suona mezzanotte. Anche oggi che corse! Maledetta sveglia... non suoni mai per me.
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gianni meneghin
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