Nessun segno di lividi nelle periferie del nostro amore

Mentre fuori continuavano
a bruciare i palazzi
tra i sogni inerti,
pochi ricordi sparsi
perché eravamo vigili,
eravamo fragili
nel nostro coprifuoco.
Amore a barometro zero,
fotografie aeree per descrivere
gioie digitali sulle copertine
di riviste sentimentali.
Sulle contraeree dei tuoi sguardi
si giocavano delle sporche
guerre notturne.
Le nostre guerre stellari.
Delle volte ti piaceva essere
un qualcosa di speciale tra le ombre rosse
che il tramonto rilasciava su alcune vetrate
di alcuni grattacieli.
Sei bella. E lo eri.
Anche se non te lo sentivi addosso.
Anche se solo te lo dicevano.
E rimangono in cielo delle lune
che non servono.
Le hanno fucilate, i romantici
Il suono dolce di una chitarra
che come una penna continua
a scrivere note di poesie
indifferenti.
Le piazze stravolte di una città deserta.
Dalle macerie risorgeranno altri commenti
sui tuoi capelli biondi lunghissimi.
Fuori, un vento gelido e altri orizzonti.
Le tue mani bianche schiarite
da una luna pallida.
Sulle mappe geografiche
hanno dimenticato
d'inserire delle latitudini
per cercare i tuoi occhi.
Hanno dimenticato d'inserirci
in certe storie
che avremmo voluto vivere.
Così, scivolando lentamente su finestre che,
ancora chiuse,
odono il rumore ritmico di una pioggia,
delle poesie scritte su fogli di carta
si sciolgono
per formare acrostici d'amore.
Lasciandoci nessun segno,
nessun segno del nostro passaggio
nelle periferie,
sui lividi della nostra pelle.
©
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L'autore
Andrea Corba
Andrea Corba, aspirante poeta friulano ventitreenne, inizia a scrivere verso la fine del dicembre del 2008 dopo una dolorosa perdita nella sua famiglia. Questo fatto inizialmente lo distrugge ma attraverso lo spirito della musica arriva a comporre le sue prime poesie, sottoforma di ...racconti, inizialmente. Le sue poe
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