Sorella mia

Quando non sai se sei la nuvola che fa nero il cielo
o se è la nuvola in cielo che ti fa scura
e la sola certezza che hai è che piangerai
lo senti tornare il brutto
in quel mellifluo dall'inferno scappato
E' un filo d'Arianna nel canale della grondaia
all'inizio legato
e certo tu non sei più la stessa
quel buffo arnese con cui giocare a palla
ma quel filo è tra i denti e sanguina ancora
e prude
come una crosta sulla ferita
o i pidocchi nella capigliatura
E' li che ritrovi i sacchi di vita che ti hanno rubato
che ti sei fatta rubare
nell'irrisolto guardare dal basso
Allora come un'enorme gallina cerchi il vermetto
perche è di redimere che ti fai vanto
Perché dove c'è pianto qualcuno ha girato il coltello
e dell'altro lato ha bisogno e di perdono
Ma sei signora maestra e lo dici con le parole
sei mamma che di pietà accoglie
sei donna che il suo sogno lo sogna altrove
Sei l'umano che certo sa
che solo la pioggia
non era
non è
non sarà l'amore
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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