Sonetto terzo
Lunabionda Valentina Di Caro
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SONETTO III
Si zittì il vento e ogni balbuzie
quando resa lo colse come peste
ché scorse all'esca la sua veste
nera nera screziata di calvizie
Lungo la riva inutili minuzie
che sol l'omo attento sa interpretare
ciabatte una camelia e un madrigale
fra tracce mascherate senza arguzie
Sol due passi appresso al pioppo bianco
stesa come sterile alveo asciutto
l'amata Isa vedovo lo consacrò
ché mai le disse che nessun'altra amò
or stringendo la sua mano al petto
sulla camelia si trafisse il fianco
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