Ormai mai ai

Nulla calma il prurito
che mi lascia addosso
la sensazione di solitudine
che ho standoti accanto.
mi scarna la schiena
l’indifferenza con cui mastichi i miei pensieri
senza vomitarmeli addosso ma sputandoli
come semi di cocomero.
Così, vorrei farti arrovellare il cervello così,
come se tu provassi amore, come se come se
per un momento il tuo volto fosse irradiato dal sole
e avessi per me solo per me una nivea e fertile carezza amorevole.
Ingurgito l’amaro boccone della solitudine in tua presenza
con un consenso tacito
calando anche questa volta il mio seme acido,
non esercitando la sovranità del V.,
hop hop nell’ assenza della tua presenza
la tua mano frusta ancora questo mulo nel culo.
Ed è per questo che ti riempio
le borse degli occhi con il mio cuore di plastica,
ormai mai ai ricordi brindo senza il giusto veleno.
©
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L'autore
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Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (1)
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giulia angela22 ottobre 2012
tutte le tue poesie, tutte, denotano ironia masticato col dolore. bella, bellissima.