Morire per un verso

Straniera Signora
vestita di stracci o di seta
che ogni giorno
alla mia misera porta bussi...
Non so come ti chiami,
nè da dove vieni...
Sei nata in una sera d’estate
con uno strano e imperante vagito
Ed ora sei inebriante
profumo nell'aria
Pieghi le mie sbarre d’acciaio
Nelle mie amare lacrime
sei dolce e salvifica carezza.
Aroma di libertà ed amore
Boreale Aurora
Diamante d’immenso vestita.
Sirena d’irresistibile
e carismatico canto
Nel sangue primordiale
e vergine richiamo.
Dalle pesanti catene
e dai suoi stretti lacci di sangue
Con il tuo verso sciogli
i miei lacerati e fragili polsi,
per un solo ed eterno istante.
A te dolce e straniera Signora
senza tempo e limite
Che di me vuoi e pretendi tutto,
senza il niente in cambio
A te regalo la mia preziosa
e rara gemma dell’ultimo respiro
Con te nell'impetuoso fiume
di un solo mio verso muoio-
E mille volte nel tuo grandioso mare,
rinasco come Araba Fenice.
©
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Commenti (1)
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Paola Galli26 settembre 2012
come si può non applaudire versi cosi intensi, impregnati di denuncia sociale, di senso della giustizia violato, di libertà profanata!! tutto questo è assurdo, morire per essere liberi... di farsi trascinare dal flusso impetuoso dei versi, per dire ciò che è nel profondo, per assaporare attimi di gioia fuori da quelle sbarre d'acciaio... per rinascere Araba Fenice!! mi inchino alla straordinaria autrice!!
