Miraggi

È come un lampo
acceso nell’infinito di quest’ore perse
il senso che mi ha distratto la parola
che ha spogliato la ragione
e posto il mio sguardo oltre la vita
è un abisso riflesso
un respiro lontano dal petto
senza suono
come una bocca spenta
come una penna dall’inchiostro d’acqua
come un abito di vento
che copre col nulla
la nudità del dolore
miraggi
traboccanti d’identità
esuli da spazzi di secolare distanza
oltre la porta della privazione
mostrano eccessi di verità
tra le spire del buio
in quell’ignoto
saturo di armonie mancate
di ombre nere
che mi affrontano il petto
e io...
io intanto sopravvivo
fingendo di non vedermi
di non sapermi...
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Francesco Rossi21 settembre 2012
Spaziare nel buio tra spiragli di luce, miraggi, sogni, desideri, passioni, dolori questo interpretare è da artisti. Poetata in versi che hanno particolarità evidenti nella stesura. Un verseggiare d'autore.

