La città dei morti

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La seconda e la terza strofa (bellissime ed ammalianti) introducono immediatamente in un'atmosfera onirica, maledetta, malinconica, e poi é un precipitare lento in baratri di dissolvenza, per finire in una chiusa magistrale. Nulla é fuori posto...
le prime immagini mi riportano ad uno scorrere lento, ma tumultuoso di ricordi, di volti, di sorrisi ormai perduto un lento fluire di fiumi nostalgici di uomini e donne ormai trapassati, quasi fosse un luogo non luogo, dove entrare in contatto con entità che non sono spiriti né fantasmi, ma l'autore sembra sottolineare l'importanza dei ricordi di queste anime, infine non siamo che questo, frutto del vissuto, ricordi in chiaro scuro che magari restano chissà dove imbrigliati nella malinconia... molto nera sì, ma veramente bella
Uno svelarsi e dissolversi di immagini amare e nostalgiche, un sapore maledetto dalle varie sfumature. Enorme il fascino di questa città dei morti che dalla dimensione memoriale sfocia nell'onirico, elevate metafore in un tessuto armonico cucito ad arte. Complimenti. Segnalo e chapeau al poeta.
Un'atmosfera nostalgica e malinconica dove il buio del dolore la fa da padrone... Oscura e coinvolgente, bellissima, complimenti




