San francesco
Vissuto hai o grande Patriarca,
al tempo tuo un'esistenza parca
quando avresti, in ver, potuto
goder di quanto sorte avea fornito:
ricchezza molta
nonché bella sembianza.
Ma tu, ancora in giovinezza,
lasciasti ogni mollezza
spogliandoti, qual pazzo,
d'Assisi nella piazza
tra lo scherno e 'l lazzo
della cittadinanza.
Vivesti solitario, alla Natura unito,
col lupo da te ammansito
ch'era 'l terror di Gubbio;
parlando con gli uccelli
e non solo con quelli.
Con altre specie, è indubbio,
entrasti in confidenza.
Con pochi confratelli a povertà votati
e, come novelli semi, accolti
nel fertile terreno che tu hai dissodato,
formasti un movimento
che 'l mondo ha conquistato.
Nel Cantico sublime
che mai più altre rime
avrebbero composto:
quell'Inno che 'l Creato
innalza al Creatore
che tutto bene ha fatto.
Di Tutto è il Signore!
Sia acqua oppure fuoco,
sia sole, luna o stelle,
sia vento, aria o nuvole:
tutte son sue creature.
Tu, il Poverello,
di tutti eri fratello.
Pure la morte chiami sorella
e anche la sua attesa
per te è cosa bella.
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